La rete al servizio della ricerca sulle cellule staminali
Una piccola azienda campana che progetta sensori ad alta precisione per le industrie aerospaziali ed ambientali ha lavorato in team con una società di biotecnologie tedesca per la realizzazione congiunta di un biosensore per la ricerca sulle cellule staminali.
Il biosensore potrebbe essere utilizzato per aiutare a identificare ed isolare cellule staminali da altri tipi di cellule.
Questa sperimentazione potrebbe spianare la strada alla ricerca medica su nuovi metodi di trattamento per il cancro, lesioni del midollo spinale e per la cura del morbo di Parkinson.
La ricerca è stata co-finanziata dalla Commissione europea, grazie alla partecipazione al bando transnazionale Eurotrans – Bio, l’iniziativa, nell’ambito del 7° Programma Quadro, che ha lo scopo di accrescere la competitività delle imprese europee nel campo delle biotecnologie, attraverso il sostegno transnazionale a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che coinvolgano imprese, università e centri di ricerca di più Paesi.
La realizzazione del progetto è stata resa possibile grazie al lavoro di raccordo svolto dal partner italiano di Enterprise Europe Network ENEA (Agenzia nazionale per le nuove Tecnologie, l’Energia e lo sviluppo economico sostenibile) e dal partner tedesco IMG (Innovations Management GmbH).
"Questa è una grande opportunità per la nostra piccola azienda a lavorare su un importante progetto internazionale", ha affermato Gianluca Ferrini, amministratore delegato di Novaetech, l’azienda del napoletano, spin-off dell’Istituto Nazionale Italiano di Astrofisica che si è rivolta ad Enterprise Europe Network per la ricerca di una applicazione medica per il biosensore innovativo sviluppato.
Con quasi 600 uffici in 48 paesi, la rete Enterprise Europe Network è nella posizione ideale per aiutare gli imprenditori ad identificare i programmi di finanziamento dell'UE e sostenerli nella presentazione di proposte progettuali. "Novaetech è stata determinata nel suo obiettivo: estendere la sua tecnologia nel campo medico", ha affermato Fulvio Miraglia, l’esperto EEN di ENEA.
Fulvio ha inoltrato la richiesta di Novaetech ad altri partner della rete. 10 giorni dopo una risposta veniva dal punto EEN di Kaiserslautern, in Germania, che ha messo in contatto l’azienda italiana con la società tedesca tgcBiomics.
Ora che il mercato si è aperto a questa tecnologia, l’azienda campana intende, a conclusione del progetto sfruttare commercialmente i risultati raggiunti.




